martedì 1 agosto 2017

Diritto al nome e alla cittadinanza



ARTICOLO 22 DIRITTO AL NOME E ALLA CITTADINANZA

"Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome"

La principale finalità dell’articolo è quella di evitare eventuali soprusi dello Stato ai danni dei cittadini 
(i costituenti avevano ben presente l’esperienza del regime fascista che, per esempio, decise l’italianizzazione del nome di quanti appartenevano alle minoranze linguistiche, nonché la perdita della cittadinanza per gli oppositori del regime riparati all’estero e per gli ebrei).
Per questi motivi, l’art. 22 vieta espressamente che un individuo (cittadino italiano o straniero) possa essere privato della propria personalità giuridica, ovvero dell’identità (il nome), della capacità giuridica (la possibilità di diventare titolare di diritti e di doveri) e della cittadinanza (l’insieme dei diritti e dei doveri conseguenti l’appartenenza allo Stato italiano).
In realtà, le norme contenute nell’art. 22 non hanno suscitato particolare interesse, tanto è vero che i rari interventi della Corte costituzionale in materia di cittadinanza si sono richiamati all’art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge[…]») e non all’art. 22.


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